Roberto Klinger fu ucciso a Milano il 18 febbraio 1992 con tre colpi di pistola mentre stava uscendo per andare al lavoro.
Ci sono delitti che restano sospesi per anni perché, anche quando il tempo passa, non arriva mai quella risposta capace di chiudere davvero il caso come quello di Roberto Klinger. Diabetologo stimato, medico legato alla Grande Inter e alla Pallacanestro Cantù, fu ucciso a Milano il 18 febbraio 1992 sotto casa, in via Muratori. Da allora il suo nome è rimasto legato a uno dei casi più enigmatici della cronaca milanese degli anni Novanta.
La mattina dell’omicidio e i dettagli del delitto
Quella mattina Klinger uscì dal palazzo dove abitava poco dopo le sette, come faceva abitualmente, e si avvicinò alla sua Fiat Panda per andare al lavoro. Fu in quel momento che il killer entrò in azione. Gli sparò tre colpi a distanza ravvicinata, sorprendendolo mentre era già vicino all’auto.
Secondo le ricostruzioni emerse negli anni, almeno uno dei proiettili fu esploso da pochissimi centimetri, segno di un agguato rapido e preparato. Il medico non ebbe il tempo di reagire e venne trovato riverso nell’auto, con una gamba ancora fuori dall’abitacolo.

L’arma usata fu indicata dagli inquirenti come una calibro 7,65, in alcune ricostruzioni collegata a una Molgora, cioè una pistola giocattolo modificata per sparare. Proprio questo elemento ha continuato a pesare sul caso anche molti anni dopo, perché nel 2024 sono riemersi possibili collegamenti con un altro duplice omicidio avvenuto a Vicenza nel 1991, dove sarebbe stato usato lo stesso tipo di arma. Per ora, però, si tratta di una pista investigativa e non di una verità definitiva sul delitto Klinger.
Le indagini, il sospettato e il caso rimasto senza colpevole
Le indagini si concentrarono inizialmente su un uomo indicato in varie ricostruzioni come Alessandro Luca Pieretti, medico e paziente che aveva avuto contrasti con la clinica in cui Klinger lavorava. Il suo nome rimase a lungo al centro del fascicolo, ma nel 1995 venne prosciolto e il caso si avviò verso l’archiviazione senza un responsabile accertato. Negli anni si sono affacciate anche altre ipotesi, dallo scambio di persona a un movente maturato nell’ambito professionale, ma nessuna ha mai trovato conferme sufficienti per chiudere davvero il caso.
A rendere il quadro ancora più inquieto ci sono alcuni dettagli che continuano a tornare. Due giorni dopo il delitto arrivò anche una rivendicazione firmata Falange Armata, ritenuta però poco credibile già allora. E proprio nel 2024 la possibile affinità con il duplice omicidio Fioretto-Begnozzi ha riportato il nome di Roberto Klinger al centro dell’attenzione. Ma, nonostante il tempo trascorso e le nuove piste, il punto resta sempre lo stesso: l’uomo che uccise il medico dell’Inter sotto casa, in una fredda mattina di febbraio, ancora oggi non ha un volto certo.